L’ altra notte

E’ un’animo inquieto
che mi ha sempre guidato
 attraverso
la spuma salmastra
di notti insonni
e locali fumosi e deserti.
La costante sensazione
di essere braccata,
le fitte alla bocca dello stomaco
mi accompagnano
da che ho memoria
di questo corpo;
sarà per questo
che ubriaco i miei sensi
ed i miei pensieri?
Barcollante spettatrice dell’alba
 mi tuffo in letti sdruciti
soffocandomi
tra lenzuoli
cinerei.
Talvolta incontro il tuo corpo,
il tuo splendido corpo addormentato.
Il rumore del tuo respiro si fonde e scandisce
quello del battito assurdo
del mio piccolo, inutile
cuore.

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Mancanza

Ultimamente sento fortissima la mancanza delle persone che amo, anche quando ho la fortuna di averle con me, percepisco nostalgia e lontananze che rimbombano nella mia mente con eco assurda e crudele…comprendo la fortuna grande che si cela dietro ad ogni incontro.cosa c’è di migliore,dell’amicizia e dell’amore? Ho pensato, x qualche tempo, che mi fossero dovuti; il cozzare tra la mia e l’altrui ignoranza, mi ha fatto comprendere che sbagliavo, ne porto ancora profondi i segni…amore, sei qui con me e mi manchi!! Perché potresti farlo un giorno!!
 

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Folle ululato

… Questa sera ho 16 anni.
Ho 16 anni e sono ubriaca.
 Questa sera ho 16 anni.
E sto litigando con la roberta in Ticinese.
Questa sera ho 16 anni,
sto giocando col fuoco ad un party.
Questa sera ho 16 anni, e
 se non prendo sto cazzo di treno,
passerò la notte in stazione.
Questa sera ho 16 anni,
un’ amica bionda
che ride molto
e quando fuma non capisce un cazzo,
facciamo colletta per un pacco di siga da 10.
 Questa sera ho 16 anni,
sono a Pistoia e sto vomitando,
 un tizio in trip mi spiega quanto
sarebbe bellissimo se
andassi in Marocco con lui,
poi sputare degli ovuli
non è così difficile…
Questa sera ho 16 anni,
guardo christian lo spagnolo
che guarda un’ altra,
vorrei essere lei.
 Questa sera ho 16 anni,
 sono stata ad un funerale,
c’era tantissima gente,
il mio piccolo cuore è spezzato.
 Questa sera ho 16 anni,
credo sia una condizione permanente.
Ho fatto più cose a 16 anni,
di quante forse ne capirò in una vita.

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Monologo (con sottofondo jazz di calorifero fischiettante)

Splendida notte di luna piena
( lo so perché ti ho sbirciata rincasando
 ed ancora ti spio da dietro gli scuri),
solita sensazione di essere inciampata
nella vita più
 che di essermici affacciata…
Ma, soprattutto,
di averla attraversata ruzzolando…
Rifletto sugli effetti
delle mie ed altrui azioni.
Se potessi berrei qualcosa di forte,
ma è spreco e fatica..
in fondo, sdraiata qui al buio,
con l’ unica compagnia
del rumoroso calorifero jazzista sto bene.
.Nulla mi manca e nulla vorrei..
E la campana suona la mezza,
sottolinea che altro c’è.
 Altro vive,
ma io,
 da dietro gli scuri non potrei giurarlo,
io vedo una minuscola porzione di cielo,
 grande a sufficienza per spiarti,
o Luna!
 Ed altro non vedo….

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Ed a quest’ ora tarda

Ed a quest’ora tarda,
il significato dell’amore,
per me,
piccola falena tenera,
si riassume
in un piede grassottello che
 mi inchioda una gamba,
o nel tuo russare greve che
 mi fa estrema compagnia.
Quanta fortuna nell’ averti
incontrato una sera d’ estate!
Anche se mi rubi coperte
 e pensieri!
Tua tua tua
piccola
modesta
falena
insonne.

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Insonne

Amo i bilanci notturni.
Una vita sbagliata,
trova una correttezza
che il giorno le nega.
 La notte è fatta per filosofare.
Condizione che
qualsiasi romantico perdigiorno
rispetta.
Il giorno ha un rigore,
verbale,
 di modi,
 di luci,
di cui la notte s’ infischia.
 La notte è fatta per gli amori,
purché languidi,
utopici
o non corrisposti.
La notte è composta
e si nutre di nostalgie
che la dipingono di buio.
Il giorno
può farcela
benissimo da solo.
Esso è limpido e forte,
giusta locazione
 per quanti hanno
una propria radicata
 predisposizione
alla vita reale.
 La vita notturna non è reale.
 Si gonfia di vecchi film
 e trucchi troppo marcati,
 sorrisi ubriachi
e canzoni improvvisate.
La notte sono io,
 che non dormo,
 quando dormo
sogno troppo
ed è come fossi sveglia.
La notte sei tu,
appisolato in pieno.
 La notte è il ragno triste
che ha tessuto quella tela.
La notte è
il volo miope
di una falena.

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Il maglioncino nero

Premetto. Ho perso un maglioncino nero di filo sottile, un pò elasticizzato. L’ho cercato ovunque avesse senso cercarlo. Poi, conoscendomi, ho iniziato a scrutare quei posti dove mai dovrebbe finire un pullover. Ho guardato vicino al letto e nel cesto della biancheria sporca. Poi ho fatto passare la seggiola dei panni puliti. Non era nel cassetto delle felpe e nemmeno a casa del mio ragazzo. Ieri per caso, mi è venuto in mente mentre parlavo con mia madre. Le ho accennato il fatto che non lo trovavo. Mia madre mi guarda cristallina e ribatte che LEI questo golf non l’ha mai visto. Io rido di un riso un pò amaro un pò divertito (difatti, lei, per non saper ne leggere ne scrivere, non ha mai visto nulla di quanto cerco, si tratti di un mazzo di chiavi, un giubbotto, un libro o un profumo)e replico che non può non averlo mai visto, che l’ho comprato con l’unica camicia bianca in mio possesso, e l’ ho già indossato. Mia madre emette un gridolino, salta nell’ altra stanza e torna con un golf nero. Purtroppo, quello di cotone che comincia ad essere smunto ed alquanto vissuto, e che, pecca ancora più grande, non a,entra nulla con l’oggetto della mia ricerca…ma apprezzo lo spirito. Ella vorrebbe, come ogni madre, risolvere in tempo zero la questione, per dedicarsi ad altro. Decido di soprassedere. Passo a dell’ altro. Riordino i libri che si ammassano grevi sul comodino. Una melodia mi passa per la testa. La assecondo volentieri. La porta si riapre con delicatezza. È mia madre che, improvvisamente, si è ricordata dell’ esistenza della maglia nera, sa che c’è. Pur non sapendo dove essa si trovi, la maglia c’è.Di solito, a questo punto, tra me e me inizio a riflettere sull’oscura ragione che potrebbe condurmi a dar la caccia ad un oggetto che non ho mai posseduto. Sono ragionamenti che faccio in solitudine, perché a quel punto, mia madre zampetta via come il passerotto che è. A questo passaggio, oramai, il segugio è partito, prima o poi arriverà alla pista giusta. Questo che ho descritto è un rito, che si celebra ad ogni sparizione. Ci sono dei giorni in cui penso proprio di essere strana. In alcuni momenti leggo questa certezza negli occhi di chi mi fissa e ride, più o meno velatamente. A volte guardo mia madre, penso che è proprio una creatura, che non è di questo mondo. E penso che lei, e lei sola avrebbe potuto trasmettermi l’amore profondo ed inscindibile per la lettura, per le parole ed i tramonti (assolutamente slegati dal senso pratico, dal senso del tempo, quello della misura; ho pensato di avere senso dell’orientamento, mi sono persa;so di non avere senso logico comune).Quando ero piccola, rideva, dicendo di avermi trovata sui gradini di una chiesa, ed avermi raccolta perché le sembravo in bilico…oppure mi portava in bicicletta cantando le canzoni della resistenza..che tipa assurda!Dotata di un’ intelligenza viva, vispa, sua, particolare, mia madre ha memoria di qualsiasi libro abbia affrontato. Anche ora, che più io cresco, più, ovviamente, anche lei si adegua ed allinea con le regole implicite della nostra natura, proprio lei che mi è sempre sembrata rispondere a logiche diverse, anche ora talvolta la guardo coi miei occhi di pupa. Moltissimi amici hanno madri che sono di roccia, sembrano in grado di sopportare qualsiasi tempesta, esse sono donne solide che molto ammiro e dalle quali tantissimo avrei da imparare. Ma la mia piccola mamma fragile, catastrofica, ora che sto crescendo e mi rafforzo, con tutte le sue logiche assurde è comunque colei che mi ha insegnato a camminare, a nuotare, ed amare i classici. Però, se in comunione assoluta, ci cazzo venisse in mente dov’è il golfino infame, sarei più contenta di sicuro.

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